Una storia vera di dimagrimento, di insicurezze superate e di fiducia ritrovata grazie alla Muay Thai. E soprattutto, di abitudini sane che continuano anche dopo il ritorno a casa.
Il primo gennaio 2025 Nathan Austin pesava 128 kg. Dopo anni di diete senza risultati duraturi, aveva capito che qualcosa doveva cambiare.
Nel luglio 2025 è arrivato al Kombat Group Thailand con un peso di 123 kg. Non metteva piede in palestra da circa vent’anni, faticava anche negli esercizi più semplici e non sapeva se sarebbe riuscito a portare a termine la sua prima lezione di Muay Thai.
Sette settimane dopo ha lasciato il Kombat con un peso di 110 kg: 13 kg in meno e un modo completamente diverso di vedere l’allenamento, l’alimentazione e sé stesso.
Ma il percorso di Nathan non è finito con il volo di ritorno.
Nel maggio 2026 è tornato al Kombat pesando 73 kg, dopo aver continuato a dimagrire e aver consolidato le nuove abitudini. Oggi pesa circa 71 kg e si allena regolarmente nella Muay Thai.
In totale, ha perso 57 kg da gennaio 2025.
La parte più straordinaria della sua storia, però, non è soltanto il numero di chili persi. È il modo in cui ha cambiato le sue abitudini quotidiane, affrontato gli ostacoli e continuato a fare progressi ben oltre il primo soggiorno.
Questa è la storia di Nathan, raccontata con le sue parole.
Testimonianza di Nathan Austin. I risultati variano da persona a persona.

Dieci anni di diete, senza risultati duraturi
Il primo gennaio 2025 pesavo 128 kg. Oggi ne peso 71. Quello che ha funzionato davvero è stato cambiare il mio modo di pensare. Ed è al Kombat Group che questo cambiamento ha cominciato a diventare concreto.
Dieci anni di diete drastiche.
Se esisteva una dieta di moda, probabilmente l’avevo provata: dalla carnivora al digiuno ad acqua. Alcune funzionavano per un po’, ma i risultati non duravano mai e alla fine riprendevo tutti i chili persi, spesso con gli interessi.
Così, all’inizio del 2025, mi sono dato il solito proposito per l’anno nuovo: dimagrire e rimettermi in forma. A metà anno stava già andando male, come tutte le altre volte, e ho iniziato a cercare online una scorciatoia. Ho valutato farmaci e chirurgia, ma i costi e le possibili complicazioni mi hanno fatto desistere.
In realtà cercavo una pillola magica, quella che vorremmo tutti ma che non esiste.
Mi sentivo perso.
Il primo cambiamento non è stato fisico. È stato mentale.
Quell’anno ho cominciato a leggere molti libri: “Atomic Habits” di James Clear, “Can’t Hurt Me” di David Goggins e “Discipline Equals Freedom” di Jocko Willink, un libro che sa davvero come darti una scossa. Ho capito che lo stress mi spingeva a mangiare e che ero diventato dipendente dagli zuccheri e dai cibi industriali. Usavo il cibo come una stampella emotiva.
Questa consapevolezza ha cambiato il modo in cui vedevo il problema. Dimagrire, da solo, non avrebbe risolto nulla: il peso era la conseguenza dello stile di vita che conducevo. Dovevo cambiare il mio modo di vivere e capire che cosa mi spingeva a mangiare. Il dimagrimento sarebbe arrivato di conseguenza.
Una frase di Goggins mi è rimasta impressa:
“Le conversazioni più importanti della tua vita saranno quelle che avrai con te stesso.”
Così ho creato il mio “Accountability Mirror”, uno specchio davanti al quale mettermi di fronte alle mie responsabilità, e l’ho riempito di post-it con frasi come:
- Gli atleti non mangiano da McDonald’s.
- Gli atleti mangiano cibo vero.
Mi sentivo un po’ ridicolo a chiamarmi atleta mentre pesavo 128 kg. Ma, con il tempo, quei messaggi hanno cambiato l’immagine che avevo di me. Mi hanno aiutato a rivedere il mio modo di pensare, a sistemare le mie abitudini e a prendere decisioni più in linea con la persona che volevo diventare.
Lo specchio mi aveva aiutato a mettere a fuoco le cose, ma vivevo ancora nello stesso ambiente, circondato dalle vecchie abitudini.
Avevo bisogno di allontanarmi da tutto questo. E sapevo che da solo non ce l’avrei fatta.
Perché ho scelto un camp dimagrimento in Thailandia
È così che ho scoperto il programma dimagrimento del Kombat Group in Thailandia.
Le recensioni degli ospiti erano positive e mi sono detto che, se ce l’avevano fatta loro, potevo farcela anch’io. Ho prenotato un soggiorno di 30 giorni per luglio 2025, ma alla fine sono rimasto sette settimane.
“Non ce la faccio”: la mia prima lezione di Muay Thai al Kombat
Ero nervoso quando sono entrato alla mia prima lezione di Muay Thai. Nella mia testa, una persona obesa non era certo il tipo da frequentare una palestra. E io non facevo eccezione: credo fossero circa vent’anni che non ne mettevo piede in una.
Quella prima lezione è stata una vera doccia fredda. Non ti rendi conto di quanto ti sei allontanato dalla forma fisica finché qualcuno non ti chiede di fare una corsetta.
Non riuscivo nemmeno a completare un giro del ring di boxe senza fermarmi, piegato in due e senza fiato.
E gli esercizi a terra erano un concentrato di fatica e frustrazione. I pensieri negativi si sono fatti sentire subito: non sapevo calciare bene il sacco, non riuscivo a correre, non riuscivo a fare una flessione. Non ce la faccio.
Ma Barbara, la general manager del Kombat, e gli allenatori sapevano esattamente cosa dirmi: “Fidati del percorso” e “Datti tempo”.
Anche gli altri ospiti mi hanno accolto benissimo. Non c’erano gruppetti chiusi: tutti incoraggiavano tutti.

Sette settimane di Muay Thai, personal training e piccole vittorie
Ogni giorno seguivo due lezioni di Muay Thai, dalle 9:00 alle 10:30 e dalle 17:00 alle 19:00, mentre il sabato pomeriggio e la domenica erano dedicati al recupero. Due volte a settimana aggiungevo una sessione di personal training da 60 minuti, e credo che sia stata una parte fondamentale dei miei risultati.
Nel personal training non puoi nasconderti.
Ci siete soltanto tu e il coach, che osserva ogni movimento e ti spinge a dare il meglio.
Poco alla volta ho imparato a superare i miei limiti, mentali e fisici. Non so come facciano, ma gli allenatori del Kombat sanno spingerti senza portarti allo sfinimento. Quando riescono a tirare fuori il meglio di te, fai un salto di qualità. Le pesate settimanali dimostravano che il programma stava funzionando: è per questo che ho prolungato il soggiorno.
Imparare a mangiare meglio, senza l’ennesima dieta drastica
Anche il cibo è fantastico e la zona pranzo è uno dei posti in cui si conoscono gli altri ospiti. Fotografavo ogni pasto e ho imparato a mangiare meglio semplicemente osservando ciò che mi veniva servito.
Quando sono arrivato al Kombat pesavo 123 kg. Sette settimane dopo ne pesavo 110.
Il vero banco di prova è stato tornare a casa
Il vero banco di prova è stato tornare a casa. Prima che partissi, Barbara mi ha detto:
Quando torni a casa, sai già cosa fare. Hai tutti gli strumenti. Non complicarti le cose e andrà bene.
Avevo così paura che un solo pasto sbagliato mandasse all’aria tutti i progressi che ho persino saltato il pasto in aereo durante il viaggio di ritorno. Non avrei dovuto preoccuparmi di un singolo pasto. Il vero pericolo erano le vecchie abitudini, che infatti hanno provato a riaffacciarsi. La prima settimana a casa è stata davvero difficile, ma questa volta ero in grado di riconoscerle.
La regola dei tre secondi che mi ha aiutato a cambiare abitudini
È qui che entra in gioco la regola dei tre secondi. Quando riemerge una vecchia abitudine, per esempio la voglia di prendere qualcosa da mangiare senza pensarci, hai circa tre secondi per scegliere cosa fare. In quei tre secondi puoi prendere la decisione giusta o quella sbagliata. Io sapevo qual era la scelta giusta, così contavo fino a tre e agivo!
Ho iniziato a organizzare i pasti prendendo spunto dalle foto scattate al Kombat e ho cominciato a correre. La corsa è diventata fondamentale: per correre bene dovevo mangiare bene. E il modo in cui parlavo a me stesso non era più negativo.
Da 110 a 73 kg: la mia trasformazione è continuata a casa
Sono sceso prima a 100 kg, poi a 90, poi a 80 e infine a 73 kg. Ho partecipato a tre gare di corsa da 10 km e mi alleno diversi giorni alla settimana in una palestra di Muay Thai vicino a casa.
Nel maggio 2026 sono tornato al Kombat e pesavo ancora 73 kg. Ero riuscito a mantenere i risultati, cosa che non mi era mai successa prima.
Sono arrivato fino a 69 kg, poi il mio peso si è stabilizzato intorno ai 71 kg, il valore di oggi. Le analisi InBody del Kombat mostrano che la mia percentuale di grasso corporeo è passata dal 45% all’11%.
Oggi sono una persona diversa. Con il sostegno del Kombat, ce l’abbiamo fatta insieme!

Quello che il Kombat mi ha dato e che nessuna dieta mi aveva dato
Il Kombat non è una pillola magica.
Devi presentarti agli allenamenti e metterci impegno. Quello che il Kombat ti offre è tutto ciò che rende possibile questo lavoro.
Gli allenatori sanno quanto spingerti e ti aiutano ad andare avanti anche nei giorni in cui sei convinto di non farcela.
La cucina prepara pasti che ti danno energia per allenarti e ti mostra concretamente come mangiare meglio.
E Barbara, insieme a tutto lo staff, ti sostiene dall’inizio alla fine: dalla prima domanda prima di prenotare fino all’ultimo controllo prima del volo di ritorno.
Una persona diversa, non solo un numero diverso sulla bilancia
Credimi, è un percorso impegnativo, ma è stata una delle esperienze più gratificanti della mia vita. Mi ha fatto crescere come persona. Ne vale davvero la pena!
Arrivi come ospite e riparti sentendoti parte della famiglia Kombat.
— Nathan Austin
| PARAMETRO |
ARRIVO 19 giu 2025 |
PARTENZA 8 ago 2025 |
ARRIVO 14 mag 2026 |
OGGI 15 ott 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Peso (kg) | 123.8 | 110.7 | 73.4 | 70.9 |
| Massa muscolare (kg) | 39.1 | 39.3 | 36.3 | 35.7 |
| Massa grassa (kg) | 55.7 | 42.1 | 9.1 | 7.9 |
| Grasso corporeo (%) | 45.0% | 38.0% | 12.4% | 11.2% |

Cosa insegna la storia di Nathan a chi vuole partecipare a un camp dimagrimento?
I risultati di Nathan sono personali e non rappresentano una garanzia né un’indicazione di quanto peso possa perdere chiunque partecipi al programma del Kombat Group.
La sua esperienza, però, mette in luce alcuni aspetti importanti da considerare se stai pensando a un programma dimagrimento residenziale.
Non devi essere già uno sportivo per iniziare. Nathan è arrivato dopo circa vent’anni senza mettere piede in palestra. Le prime lezioni sono state difficili, ma l’ambiente accogliente lo ha aiutato a non arrendersi.
Allenamento e recupero devono andare di pari passo. La sua routine comprendeva lezioni regolari di Muay Thai, sessioni aggiuntive di personal training e momenti di riposo. L’intensità dell’allenamento va sempre adattata alla condizione fisica di partenza e alle esigenze individuali.
L’ambiente quotidiano fa la differenza. Allenamenti organizzati, pasti preparati, coach e altri ospiti motivati hanno aiutato Nathan a costruire nuove abitudini lontano dalle distrazioni di tutti i giorni.
Quello che fai dopo il camp conta altrettanto. Nathan ha perso 13 kg durante il primo soggiorno, ma ha continuato a progredire grazie alle abitudini mantenute una volta tornato a casa.
Soprattutto, la sua storia dimostra che i benefici di un soggiorno dedicato al dimagrimento non devono necessariamente finire quando riparti.
Ciò che porti a casa di più prezioso può essere proprio l’insieme di abitudini, competenze e fiducia in te stesso che hai acquisito lungo il percorso.
Domande frequenti
Vuoi iniziare anche tu il tuo percorso?
Non devi essere già in forma, avere esperienza o sapere esattamente da dove cominciare.
Che tu voglia perdere peso, migliorare la forma fisica, sviluppare abitudini più sane o semplicemente dare una svolta positiva alla tua vita, il Kombat Group Thailand è pronto a sostenerti passo dopo passo.
Ogni percorso comincia da qualche parte. Quello di Nathan è iniziato con la decisione di provarci.
Adesso tocca a te! 💛
Hai domande sul nostro programma dimagrimento? Compila il modulo qui sotto e raccontaci qualcosa di te e dei tuoi obiettivi. Saremo felici di aiutarti a trovare il punto di partenza giusto.
